SULL'EREDITA' 

 

Da quest'anno, ossia dal 1° gennaio 2019, la dichiarazione di successione può essere presentata solo  online.

  

Prima di procedervi, tuttavia, si impongono delle valutazioni preliminari, consistenti nella valutazione sommaria dell'attivo ereditario, ma soprattuto del passivo, poichè per effetto dell'accettazione dell'eredità, anche tacita, si produce la confusione del patrimonio fra il defunto e l'erede.

 

Per fare un esempio, se esistono nell'eredità beni per un valore di 100, mentre i debiti superano tale valore, per effetto dell'accettazione, anche tacita, dell'eredità, l'erede sarà tenuto a pagare i debiti, anche con il proprio patrimonio. 

 

Occorre quindi non commettere l'errore di cadere in comportamenti che possano integrare l'accettazione tacita, come, per esempio, la proposizione da parte del chiamato dell’azione di rivendicazione dei beni ereditari oppure l’azione di riduzione, ossia quella azione volta a far valere la qualità di legittimario leso o comunque pretermesso della sua quota prevista dalla legge. Possono poi  considerarsi forme di accettazione tacita anche alcune condotte come l’azione di risoluzione o di rescissione di un contratto, così come l’azione di divisione ereditaria (che tra l’altro può essere proposta solo da chi ha già assunto la qualità di erede); come pure la riassunzione di un giudizio già intrapreso dal de cuius o la rinuncia agli effetti di una pronuncia in grado di appello, così come il pagamento da parte del chiamato dei debiti lasciati dal de cuius col patrimonio dell’eredità.

 

Per evitare che i debiti del defunto possano intaccare i beni dell'erede, è necessario accettare l'eredità con beneficio di inventario, attraverso una dichiarazione fatta al Cancelliere del Tribunale ove il defunto ha avuto l'ultimo domicilio.

 

Dopodiché l’interessato avrà il dovere di presentare l’istanza per la redazione dell’inventario, ovvero di quell’atto necessario per accertare la consistenza dell’eredità.

 

I tempi per la presentazione di quest’ultima istanza variano a seconda della condizione in cui si trova l’erede. Infatti, qualora questo sia già entrato in possesso dei beni compresi nell’eredità (anche se solo di una parte) avrà il dovere di presentare la suddetta istanza entro il termine di 3 mesi, diversamente, l’eredità si considera accettata, ma senza beneficio di inventario e di conseguenza l'erede  dovrà farsi carico anche di eventuali debiti del de cuius.

 

 

In caso contrario, quindi se l’erede non è ancora entrato in possesso dei beni compresi nell’eredità, allora ci sarà tempo 10 anni per decidere se rinunciare o accettare l’eredità, e se farlo con beneficio di inventario. A tal proposito l’inventario andrà prodotto entro 3 mesi dalla data della accettazione.

 

Il beneficio di inventario è obbligatorio sia in caso di eredi minorenni che disabili o incapaci.

 

Qualora l'eredità sia solo negativa, ovvero ci siano altre ragioni per le qualil, il chiamato all'eredità non voglia o non possa accettare l'eredità, questi vi può rinunciare, sempre con dichiarazione da rendere allo stesso Cancelliere al quale si dichiara di accettare con beneficio di inventario. 

 

Bisogna fare attenzione che la rinuncia determina la successione per rappresentazione, ossia in caso, di figli, saranno questi ad essere chiamati all'eredità.

 

A prescindere da questi aspetti, molto importanti, da valutare prima di presentare la dichiarazione di successione, nell'ipotesi in cui si voglia accettare l'eredità, anche con benficio di inventario, occorre poi sapere che alcunio voci di spesa  si possono detrarre dall'imponibile ereditario.

  

Esistono, in particolare,  delle detrazioni, che riguardano principalmente le spese mediche pagate dagli eredi sino a 6 mesi prima del decesso e quelle funerarie, quest'ultime, tuttavia, detraibili sino  ad euro 1032,00, nonchè le passività aventi data certa anteriore al decesso, eventuali debiti derivanti dal rapporto di lavoro e contributi previdenziali e TFR.

 

Esistono poi delle agevolazione prima casa; l'art.1, comma 1 , quinto periodo della tariffa parte prima del Testo Unico delle disposizioni relative all'imposta di registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n.131, precisa le condizioni per poter usufruire delle agevolazioni prima casa, ossia:

 

1. L'immobile deve essere ubicato nel Comune ove l'erede abbia la residenza, ovvero si impegni a trasferirsi entro un anno dall'apertura della successione.

 

2. l'erede non sia proprietario,neppure in quota, su tutto il territorio nazionale di altra casa di abitazione acquistata con il beneficio della prima casa;

 

3.l'erede non sia proprietario, o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione ubicata nel Comune in cui si trova l'immobile ereditato.

 

4.Sino al 31.12.2016, era sufficiente dichiarare che il bene immobile non era di lusso. Dall'1.1.2014 è necessario dichiarare che l'immobile non rientra nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

 

Anche in caso di opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica, si può beneficiare di alcune agevolazioni; la Circolare 7/e del 4.4.2017 ha precisato che l'agevolazione che sarebbe spettata al defunto, si trasmette agli eredi alle seguenti condizioni:

 

-se l'immobile è locato, la detrazione viene persa e quindi non trasmessa agli eredi;

 

-se l'immobile è libero e ci sono più eredi, la detrazione spetta a ciascuno pro-quota;

 

se l'immobile viene utilizzato come abitazione da un erede, nel caso ci siano più eredi, la detrazione spetterà per intero a colui che ci abita:

 

-se il coniuge superstite ha rinunciato all'eredità, mantenendo solo il diritto di abitazione, non può usufruire delle residue quote di detrazione, in quanto è venuta meno la condizione di erede.

 

 

 

 

 

 

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