IL PIANO DEL CONSUMATORE:

 

 Il piano del Consumatore previsto dall'art. 6, comma 2, lett. b), della legge n. 3/2012 definisce il Consumatore come debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventual

Pertanto, se il debitore ha assunto debiti di natura mista e quindi per attività d’impresa o professionale e per debiti diversi da quelli di natura personale, l’unica procedura a cui sarà ammesso è l’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento e non il piano del Consumatore..

 

Ciò però non esclude  che:

 

a) il Consumatore possa accedere alternativamente: - al piano del consumatore (ex art. 6 legge n. 3/2012); - all’accordo da sovraindebitamento (ex art. 7, comma 1-bis, legge n. 3/2012); - alla liquidazione del patrimonio con possibile “esdebitazione” (ex art 14-ter, legge n. 3/2012);

 

b) tutti gli altri soggetti diversi dal Consumatore possono accedere alternativamente: - all’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento; - alla liquidazione del patrimonio.

 

Il contenuto del piano del consumatore presenta alcune differenze rispetto all’accordo di composizione;

Nel piano, in particolare,   non è prevista l' approvazione dei creditori.

 

La volontà di questi ultimi è sostituita dalla valutazione discrezionale del Giudice che decide sulla fattibilità, in ragione dell’assenza degli atti in frode ai creditori e della meritevolezza del consumatore nonché la convenienza della proposta.

 

La valutazione del Giudice è supportata da una Relazione Particolareggiata dell'O.C.C., o del Gestore per quanto sopra detto, redatta ai sensi dell’art. 9, comma 3 - bis, legge n. 3/2012, che deve contenere:

a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal Consumatore nell'assumere volontariamente le obbligazioni;

b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte;

c) il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi cinque anni;

d) l’indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;

e) giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata dal Consumatore a corredo della proposta, nonché sulla probabile convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria.

 

L'O.C.C., ossia l'Organismo di Composizione della Crisi, verifica, come nell’accordo, la veridicità dei dati contenuti nella proposta e nei documenti allegati, nonché attesta la fattibilità del piano, nonché la probabile convenienza rispetto all’ alternativa liquidatoria. È opportuno, pertanto, che già il piano contenga tutti i dati utili per consentire la valutazione da parte del Giudice sulla “meritevolezza e l’assenza di colpa del debitore consumatore”

 

A differenza che nell’ accordo, il decreto di ammissione non è pubblicizzato. Un’ ulteriore e importante distinzione tra i due istituti si ravvisa nella circostanza che nell’art. 12 - bis, comma 2, legge n. 3/2012, non è prevista la sospensione generalizzata delle azioni esecutive di cui all’art. 10, comma 2, legge n. 3/2012.

 

Fino al momento in cui il provvedimento di omologazione diviene definitivo, il Giudice può disporre la sospensione dei procedimenti di esecuzione forzata (mobiliari, immobiliari e presso terzi) qualora ritenga che dalla prosecuzione di tali azioni esecutiva, possa essere pregiudicata la fattibilità del piano.

 

La procedura, pertanto, s’incentra sull’omologazione e l’oggetto proprio di tale giudizio va individuato nell’accertamento: - della fattibilità del piano; - della sua idoneità ad assicurare il pagamento dei crediti impignorabili e dei crediti di cui all’art. 7, comma 1; - della meritevolezza del debitore.

 

È il caso di specificare, con riferimento alla verifica della meritevolezza, che la legge (art. 12-bis, comma 3, legge n. 3/2012) la esclude quando il Consumatore:

 

a) abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere; Con riguardo a tale effetto del decreto, va rilevata la differenza (di non immediata comprensione) con la disciplina dell’accordo, in base alla quale, a seguito dell’omologazione, il blocco delle azioni esecutive dei creditori anteriori – disposto dal Giudice ex art. 10, comma 2, legge n. 3/2012 cessa.  

b) abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.